Lilyjane

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..sono di tutto un po'... Lilyjane sono io..ma anche un pò le persone che si ritroveranno nei miei pensieri e riflessioni... non scriverò solo io: con me lavoreranno Mommy, Zompetta, Blackzappa ed altri amici che, ogni tanto, mi aiuteranno a tenervi compagnia...
BENVENUTI A TUTTI VOI AMICI :)

15 agosto, il muro divide l'Europa

Accade oggiPosted by Lucius Mon, August 15, 2016 22:14:20

Iniziati già da quasi due giorni, di notte tra il 12 e il 13 giugno come i ladri, con la posa di cavalli di frisia e filo spinato, il giorno di Ferragosto del 1961 i berlinesi festeggiavano (almeno quei pochi di fede cattolica) vedendo dal Tiergarten i soldati sovietici e della Repubblica Democratica Tedesca (DDR) posare i primi elementi prefabbricati del famigerato muro intorno alla Porta di Brandeburgo. Murando e chiudendo la Unter den Linden al passaggio dei residenti occidentali, ma soprattutto chiudendo i residenti orientali di Berlino nei propri quartieri.

Con la costruzione del Muro l'emigrazione dei lavoratori specializzati della Germania orientale e la diserzione dei soldati della DDR passarano da due milioni e mezzo in 13 anni (1949-1962) a cinquemila fino al crollo, avvenuto nel 1989 pochi giorni dopo il ritiro dalla scena pubblica dello storico segretario comunista nonché presidente della Germania socialista Erich Honecker, fiero oppositore della politica di modernizzazione dell'apparato sovietico, la perestrojka, dell'ultimo segretario comunista a Mosca, Michail Sergeevič Gorbačëv.

L'efficassimo muro, voluto dall'allora segretario sovietico Nikita Sergeevič Chruščëv, si sviluppava per 155 km tagliando in due la città, il suo centro, le vie di comunicazione e la metropolitana, seguendo le divisioni tra gli alleati stabilite al termine della Seconda Guerra Mondiale.

Berlino Ovest era già di fatto un enclave occidentale in terra nemica a partire dal 1948 quando l'Unione Sovietica interruppe tutte le vie di approvvigionamento ai settori occidentali della città nella speranza di convincere le potenze atlantiche ad evacuare i quartieri sotto il loro controllo. Il tentativo fallì grazie a un ponte aereo durato quasi un anno che consentì alla popolazione civile e alle truppe militari di resistere.

Ogni tentativo di risolvere diplomaticamente la questione di Berlino dal dopoguerra era fallito e con la creazione di due stati tedeschi distinti, uno facente parte della NATO e l'altro del Patto di Varsavia, si era cristallizzato uno stato di fatto che non soddisfaceva nessuno, né i tedeschi, né gli americani, né i russi. A Berlino soprattutto si aveva un fronte militarizzato a diretto contatto tra le due potenze mondiali che si contendevano l'egemonia mondiale, una circostanza molto pericolosa.

Ecco perché nonostante le proteste, a cominciare dal presidente americano John Fitzgerald Kennedy con il suo Ich bin ein Berliner, la NATO lasciò fare i sovietici, tirando finalmente un sospiro di sollievo vedendo come l'Europa fosse una buona volta ben divisa dalla cortina di ferro, senza confini porosi e punti di contatto difficili da gestire.

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14 agosto, l'Occidente conquista Pechino

Accade oggiPosted by Lucius Mon, August 15, 2016 22:11:42
Parlarne ai giorni nostri sembra fantastoria, ma nel ormai lontano 1900 proprio oggi un corpo di spedizione internazionale composto di soli 65 mila soldati delle allora maggiori potenze, Regno Unito Francia Italia Austria-Ungheria, Russia, Giappone e Stati Uniti, conquistava e saccheggiava la capitale cinese.

Non solo l'India, gradualmente ma da oltre un secolo, non solo l'Africa, più recentemente, ma sul finire del XIX secolo anche la Cina era piombata in uno stato semi-coloniale, mantenendo formalmente un impero sottoposto alla tutela delle potenze mondiali. Controllo dei commerci e dei porti, concessioni di città e industrie per lo sfruttamento esclusivo straniero e una penetrazione sempre più profonda di missionari cattolici e protestanti.

La presa di Pechino fu la reazione alla rivolta, popolare ma guidata e favorita da ciò che restava del potere imperiale della dinastia Qing, contro l'invasione culturale e religiosa, la modernizzazione industriale forzosa e l'occupazione militare da parte delle potenze Occidentali nel Celeste Impero.

La rivolta, denominata dagli europei dei Boxer per via della parola pugno nel nome cinese datosi dai ribelli, crebbe ininterrottamente per quasi tre anni per estensione e violenza. Ne furono bersaglio gli stranieri ma anche i cinesi convertiti al cristianesimo. Una reazione violentissima per gli standard europei, con decine di migliaia di morti, nata in difesa della cultura cinese, così profondamente radicata in un impero con migliaia di anni di storia alle spalle.

La Cina non era nuova a scoppi di rabbia e rivolte locali per i più svariati motivi, ma per la prima volta si imponevano due temi cruciali nel successivo mezzo secolo di storia cinese: la modernizzazione materiale/culturale e l'indipendenza nazionale.

Un processo estremamente sanguinoso che vedrà ancora il crollo definitivo dell'impero, le invasioni russe e giapponesi, la guerra civile e la definitiva vittoria comunista che con alterne vicende costruirà la Cina di oggi. Di nuovo imperiale, dopo una breve, brevissima, parentesi nella lunga storia cinese.



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13 agosto, così pochi per così tanti

Accade oggiPosted by Lucius Sat, August 13, 2016 09:41:29

La battaglia di Francia è ormai finita, suppongo che quella d'Inghilterra stia per iniziare... con questa parole profetiche Winston Churchill, primo ministro inglese da poche settimane nel giugno 1940, anticipa l'inizio, avvenuto all'alba del 13 agosto, del più grande scontro aereo della storia tra la Luftwaffe tedesca e la Royal Air Force inglese.

La Germania di Hitler in realtà, conquistata la Francia nel giugno 1940, pensava di raggiungere una pace separata con il Regno Unito, per potersi dedicare come poi farà l'anno successivo all'Unione Sovietica. L'indisponibilità del nuovo governo inglese presieduto da Lord Churchill costrinse i tedeschi a rivedere i loro piani e a ipotizzare uno sbarco sulle coste inglesi. Per fare questo era però indispensabile garantirsi il controllo dei cieli, il dominio dell'aria in grado di assicurare la copertura necessaria sul canale della Manica e alla testa di ponte.

Per la prima volta lo stato maggiore del Reich millenario dovette prendere atto, come molti altri in seguito, che nessuna guerra o battaglia poteva essere vinta solo con le forze aeronautiche. Dopo un mese di estenuanti attacchi e bombardamenti, senza essere riusciti ad annietare la forza aerea inglese e fiaccare il morale della popolazione civile nonostante i primi bombardamenti a tappeto delle città, il previsto sbarco fu annullato e la Battaglia di Inghilterra perduta.

Disse, nel bel mezzo della battaglia, ancora Churchill, che aveva una capacità di creare aforismi degna dei tempi di Twitter, che mai tanto fu dovuto da tanti a così pochi, riferendosi ai piloti inglesi, americani, francesi e polacchi che difesero le isole britanniche nell'agosto e settembre del 1940.



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9 agosto, la conquista del Monte Rosa

Accade oggiPosted by Lucius Tue, August 09, 2016 15:55:12
Non sono trascorsi duecento anni dalla conquista del Monte Rosa, o meglio, della Punta Gniffetti raggiunta per la prima volta oggi nel 1842. Oggi vi sorge la capanna Regina Margherita, il più alto rifugio alpino d’Europa, a quota 4554 metri sul livello del mare.

Nel frattempo abbiamo conquistato i cieli, raggiunto lo spazio, messo piede sulla Luna e mandato sonde fino ai confini del nostro sistema solare. Ma solo verso la metà del XIX secolo il parroco di Alagna Valsesia, tra i primi appassionati alpinisti, aiutato da due portatori e da alcuni compaesani riusciva a raggiungere una delle montagne più maestose della catena alpina, al confine con la Svizzera.

Un’impresa estrema, tentata più volte dal parrocco e preparata con metodo, usando attrezzature che oggi farebbero sorridere il più scarso degli escursionisti della domenica. Un pioniere con l’abito talare, qualcosa che oggi non si potrebbe neanche concepire legati come siamo a una professionalizzazione del lavoro e della società, secondo il motto: ofelè, fa el to mestè.

Per non parlare del rifugio costruito sulla vetta, inaugurato nel 1893 senza l’ausilio di elicotteri o mezzi meccanici. Costruita al piano, smontata e portata dal fondovalle al dorso di muli prima e a forza di spalle e braccia poi. Infine montata, la piccola capanna del CAI sopra i 4 mila metri.

Girare il mondo è bello, sicuramente, e allarga gli orizzonti. Ma forse l’avventura, la frontiera e panorami mozzafiato possono essere nostri a pochi passi da casa, solo con un pò di fatica. Ecco la fatica, questa sconosciuta ormai segregata chissà dove dalla modernità, che dalla vetta del Monte Rosa potrebbe davvero allargarci gli orizzonti, su tutta la catena delle Alpi, la Pianura Padana e oltre...

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7 agosto, Bin Laden si fa conoscere

Accade oggiPosted by Lucius Sun, August 07, 2016 10:01:41

E lo fa da par suo, con due attentati alle ambasciate americane in Tanzania e Kenia. È il 1998, nessuno immagina ancora che le Torri Gemelle possanno collassare sotto il loro stesso peso colpite da due aerei di linea carichi di passeggeri e carburante. Muiono 224 persone, oltre 4 mila restano ferite, ma le vittime statunitensi sono solo 12. Una carneficina di africani in due città prevalentemente cristiane.

Allora il mondo, almeno quello occidentale, si godeva il trionfo nella guerra fredda, convinto di aver affermato, ancora una volta e forse definitivamente, la propria egemonia su tutti i popoli del mondo. Tanto sicuro di sé da arrischiarsi ancora una volta a riaprire il vaso di Pandora della Globalizzazione.

Quella mentalità oggi non esiste più, quasi neppure a Wall Street. Almeno non così sfacciata e arrogante. Sembrano passati ben più di vent'anni e forse altrettanti ne serviranno per realizzare dove l'economia-mondo ci sta portando e come riordinare le vite secondo uno schema apparentemente logico e velleitariamente finalistico.

Intanto resta una sensazione di caos, cui Bin Laden ha contribuito significativamente. Come capistipite di un salto di qualità rispetto alle guerre e al terrorismo locale, ancora incastrate nello schema delle super-potenze contrapposte, del dopoguerra.

Da una parte la finora pacifica ma travolgente crescita economica cinese e dall'altra il rigurgito di un Islam dopato dai petroldollari che non si vuole rassegnare alla modernità.

Sarebbe interessante recuperare e raccogliere finalmente in una visione di insieme tutti i fatti salienti di questa guerra mondiale a pezzi, partendo dall'Afghanistan sovietico degli anni ’80 e dalla guerra tra Iran e Iraq seguita alla conquista del potere da parte degli Ayatollah sciiti. Capiremmo meglio perché, volenti o nolenti, religione e fede hanno un ruolo determinante, nonostante si cerchino di cancellarne le tracce, nello stato di tensione permanente in cui ci siamo, inaspettattamente, ritrovati: la Dar Al-Harb, la casa della guerra dove appunto vivono gli infedeli.



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6 agosto, Radetzky torna a Milano

Accade oggiPosted by Lucius Sat, August 06, 2016 07:07:53

E Carlo Cattaneo, sconfitto prima dai piemontesi che dagli austriaci ripara in Canton Ticino. Il giorno prima 5 agosto 1848 il Re Carlo Alberto di Savoia firma la capitolazione. Il giorno prima ancora, 4 agosto, la popolazione milanese cinge d'assedio Palazzo Reale a Milano per avere dal Re sabaudo la garanzia che non avrebbe capitolato. Questi, di fronte a una folla inferocita e armata, ovviamente garantisce con la sua parola in tal senso, salvo rimangiarsela nel volgere di 24 ore.

Ma partiamo dall'inizio, questo è solo l'epilogo inglorioso delle invece gloriose Cinque Giornate di Milano (18-22 marzo 1948), una sorta di primavera europea. Scacciati gli austriaci dalla città, già in ritirata verso il quadrilatero di fortezze intorno al fiume Mincio, il giorno 23 marzo l'esercito piemontese varca il fiume Ticino, che allora segnava il confine, per fornire aiuto alla città di Milano, già liberata!

La campagna militare è presto perduta, non avendo incalzato la rotta austriaca fino oltre i capisaldi verso Verona, ma in compenso la corona sabauda guadagna, con un plebiscito comunicato al Re il 10 giugno, la città di Milano e la Lombardia. Non servono neanche due mesi agli austriaci per sbaragliare l'esercito piemontese a Custoza tra il 22 e il 26 luglio e riaprire la strada per Milano al dominio di Vienna.

Quella che era nata come rivoluzione, trasformata dagli agiografi del Risorgimento in pomposa I Guerra d'Indipendenza, finisce nel peggiore dei modi. Uno dei padri della rivolta, il filosofo scrittore milanese Carlo Cattaneo, dopo aver guidato l'insurrezione contro gli austriaci, aveva come leader del partito federalista contrastato l'unione con il Piemonte dei Savoia. E' per tutti questi motivi costretto a riparare in Svizzera.

I Lombardi reclamavano l'indipendenza da Vienna, stanchi di un dominio militare straniero e di essere vessati da un fisco rapace di cui erano i primi contributori in tutta l'Austria-Ungheria. Forse lo stesso motivo che spinse con tanta fretta Re Carlo Alberto ad abbracciarne la causa, per diventare il loro salvatore-esattore...



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5 agosto, nasce Ettore Majorana

Accade oggiPosted by Lucius Fri, August 05, 2016 08:39:11
A Catania 110 anni fa nasceva uno dei maggiori fisici italiani del XX secolo, Ettore Majorana. Formatosi nel gruppo del più celebre Enrico Fermi, tra i padri della bomba atomica, allora definiti i "ragazzi di via Panisperna", Majorana contribuì allo studio del nucleo atomico e delle interazioni tra le particelle che lo compongono.

La sua fama però non è dovuta ai suoi, pur notevolissimi, studi di fisica, ma alla misteriosa scomparsa avvenuta il 27 marzo 1938 dopo essersi imbarcato su un traghetto da Palermo a Napoli. Fu Leonardo Sciascia, inarrivabile scrittore siciliano, a portare all'attenzione del grande pubblico questa storia nel 1975 con la pubblicazione del libro "La scomparsa di Majorana".

Da allora la vicenda ha interessato tantissime persone, persino la trasmissione televisiva "Chi l'ha visto". Ci sono una lunga serie di ipotesi, le più disparate. Secondo Sciascia si ritirò in un monastero calabrese fuggendo dal mondo, secondo altri autori si eclissò per la via di una sua presunta omosessualità, per altri morì come un senzatetto a Roma negli anni '90. Nessuno prende minimamente in considerazione l'ipotesi, così banale, che sia davvero scomparso, magari cadendo in mare, durante il viaggio sul traghetto quel 27 marzo del 1938.

Abbiamo anche una verità giudiziaria: secondo la procura di Roma, che ha provveduto a svolgere una serie di indagini chiuse nel 2015, Ettore Majorana riparò a Valencia in Venezuela dove fu riconosciuto nel 1955 come un tale che si faceva chiamare signor Bibi. Le fotografie coinciderebbero.

Anche in questo caso resterebbe comunque ignoto il movente che lo spinse alla fuga. L'unica cosa che è certa in questa vicenda è che la notorietà nella società moderna non permette oblio e neanche di morire in santa pace!

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4 agosto, la Gran Bretagna alla Guerra Mondiale per il Belgio

Accade oggiPosted by Lucius Thu, August 04, 2016 11:14:18

Nel 1914 il Regno Unito dichiara guerra alla Germania il 4 agosto, coinvolgendo di fatto nel conflitto l’intero impero britannico e attribuendo alla Grande Guerra del 1914-1918 la dimensione mondiale con cui oggi la ricordiamo. Non lo fece, almeno nelle dichiarazioni ufficiali, perché la Germania avesse dichiarato guerra alla Russia come risposta alla mobilitazione dei suoi soldati. Non perché la Francia avesse, a sua volta, dichiarato guerra alla Germania in conseguenza dell’alleanza che la legava alla Russia. Neppure lo fece per difendere la Serbia dall’aggressione dell’Austria-Ungheria, a sua volta rappresaglia per l’assassinio per mano serba dell’arciduca Ferdinando erede al trono della duplice monarchia.

L’impero britannico entrò in guerra per difendere la neutralità del Belgio, invaso dall’esercito tedesco sulla strada per Parigi. Infatti il piano Schlieffen, dal nome del capo di stato maggiore teutonico che lo ideò nel 1905, prevedeva, nella prospettiva di una guerra su due fronti contro Francia e Russia, di regolare prima i conti con Parigi, confidando nella lenta mobilitazione dell’esercito russo, per poi rivolgere l’intero esercito germanico a oriente. Per fare questo, superare le difese trincerate francesi poste al confine con la Germania, l’ipotesi quindi era di attraversare i Paesi Bassi e il Belgio, calando da Nord sulla capitale francese.

Il piano si infranse a settembre sulla Marna, a poco più di 100 chilometri da Parigi, in una lunga ed estenuante guerra di trincea che tenne il fronte di combattimento grossomodo stabile fino al 1918.

Così il Belgio, nato a tavolino dopo le Guerre Napoleoniche come regno cuscinetto neutrale per contenere la Francia sconfitta, divenne uno stato cuscinetto, senza una propria identità culturale, politica e linguistica, per frenare le ambizioni tedesche di egemonia europea.

Oggi che la Gran Bretagna lascia la traballante costruzione politica europea è importante ricordare il contributo, anche di sangue, portato da generazioni di inglesi nella storia continentale. Perché anche le vicende di oggi, viste domani in una prospettiva storica, avranno molto probabilmente un senso e un sapore completamente diverso.





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